Birreria
Karol Paszkowski (1872-1940), figlio di un partecipante all’insurrezione polacca del 1863 stabilitosi in Italia agli inizi del secolo scorso, fu uno dei pionieri dell’industria della birra in Italia. Fra le altre attività, la Società Anonima per Azioni C. Paszkowski gestiva a Firenze la Gambrinus Halle, Birreria e Ristorante, e il Caffè Concerto.
Console onorario della Repubblica di Polonia, per lungo tempo Paszkowski fu il principale esponente della colonia polacca a Firenze: i numerosi visitatori che si recavano a trovarlo apponevano le loro firme in un registro intitolato Polska we Florencji (La Polonia a Firenze), purtroppo andato perduto, come gran parte della documentazione attinente la fabbrica di birra e il Caffè, durante l’alluvione del 1966.
Fra coloro che lo visitarono vi furono sicuramente Stanislaw Brzozowski, Jan Kasprowicz, il premio Nobel per la letteratura Wladyslaw St. Reymont, Karol Szymanowski, Leopold Staff, Stefan Zeromski, e il poeta Jan Lechon che ebbe modo di vedere la sede della Società Anonima dove, nella sala d’aspetto, «un angioletto barocco tutto d’oro mesce con un sorriso accattivante birra Paszkowski». Lechon, a Firenze nel settembre del 1925, avvertì nel console onorario «qualcosa di Conrad o del Guardiano del faro di Sienkiewicz», arrivando a definirlo in una delle sue Listy do Anny Jackowskiej (Lettere ad A.J., Warszawa 1977) un «Kosciuszko sulle rive dell’Arno».
Qualcosa a che fare con Kosciuszko in effetti Paszkowski lo ebbe veramente, dal momento che nel giardino della sua villa sul lungarno del Tempio per lungo tempo fece mostra di sé il calco in gesso di una statua equestre del celebre generale, fusa dalla fonderia Marinelli a richiesta della comunità polacca di Milwaukee, che gli era stato donato dall’autore, lo scultore Gaetano Trentanove.
La statua sarebbe entrata a pieno diritto nei polonica fiorentini, ma non sopravvisse a un tentativo di restauro, andando in pezzi al momento della rimozione dal giardino. Paszkowski, che morì agli inizi del secondo conflitto mondiale, ebbe dal suo matrimonio con l’austriaca Anne Mannhart due figli, Stanislaw (1905-1987), sposato con Viola, la figlia di Giovanni Papini, e Ada.


